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Distribuzione 2002 ~ 2003

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Apparizioni

Ideazione e regia: Alfonso Santagata
con: Alfonso Santagata, Chiara Di Stefano,
Johnny Lodi, Massimiliano Poli, Rossana Gay
assistente alla regia Chiara Senesi
responsabile tecnico Tommaso Checcucci
amministrazione Laura Bagnoli
organizzazione Franco Coda, Rita Campinoti
 

Il tempo del mito rivive nella storia dell’uomo continuando a produrre visioni. E i percorsi iniziatici che gli dèi chiedevano ai neofiti per accedere ai loro culti si ripropongono oggi come inesauribili metafore di un destino di guerra: che assegna all’uomo avversari da affrontare e sconfiggere, prove da superare, confini da violare, in nome di una necessità superiore di cui chi lo governa detiene la conoscenza.
Luoghi sacrificali e iniziatici, are e templi del passato mitico ci parlano dell’eterna tensione dell’uomo ad avvicinarsi alla divinità e conquistare la conoscenza: per allontanare mali e pericoli, per cancellare colpe e propiziare successi, per interpretare il proprio destino e richiamare su di esso la benedizione divina. Benedetti, ciascuno, dal proprio dio, gli eroi tragici affrontano la propria sorte, ritessendo odi e amori, lutti e conquiste in un disegno superiore, necessario e imperscrutabile insieme.
“C’è una benevolenza degli dèi / che con violenza siedono sul venerando banco del timoniere”, afferma il coro degli anziani di Argo attendendo il ritorno di Agamennone conquistatore di Troia: Agamennone la cui impresa di guerra è stata benedetta da Zeus come giusta e che a sua volta sarà oggetto dell’ira della divinità, “giacché su chi causa la morte di molti / gli dei non mancano di volgere lo sguardo”.
I luoghi di culto custodivano la possibilità di un’iniziazione alla conoscenza dell’imperscrutabile, e il loro impianto introduceva l’uomo in un percorso non esclusivamente spirituale, ma anche di pensiero e fantasia.
Il dio Mithra era una delle divinità predilette dai guerrieri. Il coro degli Argivi si rivolge al dio sotto la cui protezione agisce Agamennone dicendo “Zeus, chiunque egli sia, se è questo il nome con cui gli è caro essere invocato”. Forse Mithra non è che uno dei nomi di Zeus, invocato perciò da Agamennone al momento di partire per la conquista di Troia.
Sarà perciò il luogo del culto Mithrale, l'arena dove i sentimenti sovrani (conflitti amori tradimenti vendette follia) tornano, insieme alle creature immortali che li accompagnano: Agamennone Clitemnestra Oreste Cassandra e l'indovino-profeta, mediatore tra cielo e terra.
Gli dei sono coinvolti nelle vicende umane alle quali prendono parte schierandosi e intervenendo anche con spietatezza, essendo la violenza lo strumento per eccellenza dell’ordine superiore che essi intendono propiziare.
Divino e umano si sovrappongono e, di fronte all’arbitrio degli dei, gli eroi rivendicano la propria libertà, affrontando un destino di sconfitta e di morte che rappresenta il premio della loro grandezza.

Alfonso Santagata