| di: |
Harold Pinter |
| Ideazione e regia: |
Carlo Cecchi |
| con: |
Alfonso Santagata e Claudio Morganti |
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| Modena, Teatro San Geminiano, 13 febbraio
1984 |
Due
uomini chiusi in una stanza. Due killer professionisti: Ben e Gus, lavorano
per una misteriosa organizzazione che comunica soltanto il nome di una
città dove essi si devono recare e un indirizzo dove attendere la "chiamata"
per la prossima esecuzione. Due personaggi in una stanza attendono che
la porta venga aperta, che la vittima entri nella trappola. Fin dall'inizio
è chiaro che tra i due c'è una tensione pericolosa; Gus, il più tormentato
dai dubbi ha crescenti sensi di colpa e la sua disciplina si sta allentando,
Ben reagisce a questi cedimenti con sempre maggiore autorità. Ben e Gus
eseguono istruzioni che sembrano senza significato e diventano sempre
più irritabili. L'attesa è insopportabile, chi entrerà dalla porta? Climi
di tensione determinati da situazioni di attesa dove "l'esterno" porta
a inevitabili sospensioni. Dove gli attori diventano sopravvissuti di
una specie. Dove i loro gesti e persino il loro linguaggio sono residui
di una logica comune ormai quasi dimenticata. In Pinter questi semplici
elementi saltano agli occhi con prepotenza, immediatamente.
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