| Ideazione e regia: |
Alfonso Santagata |
| con: |
Veronica Cruciani, Chiara Di Stefano,
Matteo Garattoni, Johnny Lodi, Massimiliano Poli, Alfonso Santagata |
| assistente alla regia |
Chiara Senesi |
| artifici sonori |
Gaetano Cappa |
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L'universo della tragedia greca è la fonte
di quegli autori del cui mondo sono innamorato; mi riferisco a Shakespeare,
Büchner, Dostoievskij e Cervantes. Non desidero accostarmi né con la ragione
né con la coscienza, ma piuttosto arrivare all'origine dei sentimenti
sovrani propri della tragedia greca: l'amore, l'odio, la vendetta, il
conflitto, la follia; l'accettazione e l'insurrezione nei confronti del
destino, fino alla purificazione delle passioni.

L'arena del teatro greco, spesso centro di continue morti con cadaveri
in proscenio a minacciare i vivi, è il luogo nel quale nascono i grandi
conflitti: gli Dei, l'ordine divino, causa di sofferenze e disastri, è
al tempo stesso offendibile e intoccabile.
Nella tragedia gli umani emergono dall'oscurità e inevitabilmente vi fanno
ritorno. Anche gli indovini/profeti come Tiresia, che pure godono di privilegi
in quel luogo. Lo stesso Tiresia può chiedere al Dio Ade di aprire la
porta per uscire e dare avvio a una nuova tragedia.
- i cadaveri devono essere sepolti,
- i cadaveri insepolti procurano guai, sono un insulto agli Dei,
- spargono epidemie,
- possono suggerire idee pericolose.
Mentre un umano è morto e per terra come
se dormisse, la sua ombra girovaga e incute timore.
Agamennone dice "Questo cadavere gigantesco, questa ombra possente puzza
ancora di odio; bisogna seppellirlo."
Omero è stato il primo a prefiguare creature che nella tragedia greca
da Eschilo in poi sono state continuamente riscritte portando nella riscrittura
le inquietudini del proprio tempo.
Cerco analogie e contrasti presenti in tragedie e autori diversi che affrontino
lo stesso tema e le stesse creature, come se tanti Amleti fossero stati
scritti da molti Shakespeare.
Sopra gli Dei, sotto l'esilio e il castigo.
Gli Dei coinvolti nelle vicende umane e costretti a schierarsi, sono come
gli umani deboli e forti.
Violenza e orgoglio generano tiranni, dice un coro.
Alfonso Santagata
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