Esterni scespiriani

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ideazione e regia di Alfonso Santagata

con Daria Panettieri, Massimiliano Poli, Alfonso Santagata, Tommaso Taddei, Domenico Ingenito, Roberta LanaveAlessio NegroCamilla Sandri

musiche eseguite da Banda degli Ottoni a scoppio 

 

foto:  copyright Iacopini

 

 

Esterni scespiriani nasce da una partitura libera e itinerante.

Il luogo è il cimitero.

Ormai luogo di vita, di conflitti.

Calibano è il dirigente responsabile del cimitero; comanda a bacchetta i becchini, controlla se lavorano, protegge il suo cimitero come fosse la sua isola ….e di Ariel non si fida.

Tutto è già accaduto: conflitti, sentimenti, emozioni; restano solo sapori e colori con l’ultimo canto che si ripete all’infinito.

Il teatro ha la capacità di inventare le “creature eterne”: Otello, Amleto, Riccardo, Lear, Desdemona, Ofelia; miti che consegnano la loro sfida agli uomini, alla natura e agli déi.

Non moriranno mai, basta evocarli per farli tornare; nessuno ha il potere di ucciderli, di annientarli.

Le creature evocate si prendono delle libertà, altre strade da quelle che hanno praticato nella vita, come se l’Ade avesse mutato il loro carattere.

Assumono ora il linguaggio dell’eroe tragico, portandolo a dimensioni gigantesche, titaniche, che rendono le loro cadute clamorose e memorabili.

La risalita alla luce produce mescolanza di tragico e comico, ricca di contraddizioni e ironie che hanno dato origine al teatro dell’assurdo.

Non esistono barriere tra reale e fantastico, tra menzogna e verità, tra spirito e corpo, tra razionale e irrazionale, tutto è sullo stesso piano: poesia e follia si fronteggiano. La follia è spinta da una visione deformata della realtà, è capace tanto di minarla quanto di edificarla …

Il vento prende il sopravvento…

 

Alfonso Santagata

 

Stralci di recensioni

“Ogni spettacolo di Alfonso Santagata e del suo gruppo Katzenmacher contiene, da molti anni, una sua intrinseca necessità, che lo rende unico, oltre che fascinoso e penetrante. … Stavolta il discorso e i temi sono più “interni” al teatro, ma non per questo meno coinvolgenti. Con il titolo Esterni scespiriani … l’artista ci propone una carrellata/cavalcata attraverso i più noti personaggi di quello che è stato il più grande drammaturgo della storia; nomi e creature a tutti familiari, ma colti qui in una sorta di radiografia post mortem, così che ne escono e risaltano lati insospettati, attitudini prima sommerse, elementi di pìetas (o di follia) rivelatori. … Ha ben disposto lo spazio la regia di Santagata (che in abito grigio da manager dà corpo anche all’arroganza di Calibano), per i suoi “fantasmi” shakesperiani ha disegnato e disseminato l’ampia distesa della collina di un enorme puzzle di cimiteri possibili, e ha facile gioco a insinuare nello spettatore il dubbio se possa essere più intensa e veritiera la vita, prima o dopo la morte. Di scena, naturalmente.”

Gianfranco Capitta – Il Manifesto