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Isaia l'irriducibile (2000)

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Ideazione e regia: Alfonso Santagata
con: Alfonso Santagata, Blaine L. Reininger, Johnny Lodi
assistente alla regia Chiara Senesi
artifici sonori Gaetano Cappa

Ho pensato al profeta Isaia con un musicista, Blaine L. Reininger, non per rendere melodiose le visioni del profeta ma piuttosto per contrastarle, creare ambienti e subito dopo distruggerli: mi piacerebbe che il suo violino avesse la potenza dell'ascia e lo sguardo della compassione.

Il profeta, visionario interprete del mistero e sfigurato conoscitore dell'ignoto, come l'attore, ripete la rivelazione senza mai stancarsi e combatte con la voce e con il corpo fino allo sfinimento.

Egli non è stato consacrato da nessuno ma è colui che fa sacre le visioni e la voce e che vede la causa del proprio popolo non come fatalità ma come castigo.

Isaia si distingue per essere più vendicatore che redentore, immerso nella malattia semitica dell'assoluto: tutto ciò che è relativo è l'essenza del peccato.

Il profeta rivela che Dio è il bene e il male, scatenando l'urto tra la natura e l'uomo, il 'tragico'.

Tra la luce e le tenebre non c'è crepuscolo - un bianco accecante e un nero spaventoso - nessuna mediazione.

Alfonso Santagata