Possibilities

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foto di scena

2002

di: Howard Barker

ideazione e regia: Alfonso Santagata

con: Cristina Abati, Rossana Gay, Silvia Guidi, Johnny Lodi, Massimiliano Poli, Carlo Salvador, Alfonso Santagata, Tommaso Taddei

assistente alla regia: Chiara Senesi

colonna sonora: Tommaso Checcucci

organizzazione: Rita Campinoti

amministrazione: Laura Bagnoli

traduzione: Luca Scarlini, Alfonso Santagata

Cinque frammenti estratti dai brevi atti unici di Howard Barker. Possibilità incise negli orrori della storia, nelle ambiguità degli individui di fronte alla guerra, al sesso, al potere: come una serie di polaroid scattate nelle zone d’ombra di un’umanità che ha distrutto i propri ideali e si è fatta esperta del tradimento.
Il terrorista, la puttana, il torturatore, Giuditta, l’ufficiale, lo zar… personaggi di un mondo in guerra, dove la malvagità ha superato ogni limite e le contraddizioni esplodono nella banalità della violenza. Il più debole ha appuntito il suo discorso facendone un’arma. E per tutti la scena è luogo di una catastrofe ancora senza esito. Possibilities ha incontrato la necessità drammaturgica di far convivere i frammenti di Barker, i suoi personaggi compromessi e ribelli, torturatori e vittime, all’interno di un contenitore altro, che insieme ne rifrangesse e ribaltasse le storie e i lineamenti. Come a cercare un rispecchiamento alchemico, ho inventato un altro luogo, che non appartiene alle possibilità esplorate da Barker: un cabaret notturno dove si esibiscono le ferite di un’umanità alla deriva. Il mondo di Barker è circondato da un altro mondo, abitato da creature che vivono oltre la soglia di una tragedia già consumata. Un cabaret trasceso che sfida il ridicolo e il paradosso.
Il teatrino notturno e il teatro di Howard Barker che annodano tragedie vere e apparizioni tragiche, in una sorta di commedia nera dove non è più possibile distinguere le visioni dagli incubi, le apparizioni dagli spettri, i rumori di guerra dal frastuono che si agita nella debolezza delle menti.

Alfonso Santagata

 

 

Stralci di recensioni

“… Santagata si presenta come una compenetrazione biologica di poetiche, un processo alchemico che mette in reciproca reazione due artisti che si strappano i volti a vicenda, si misurano, caoticamente, sviluppano una energia gioiosa nelle loro lotte da strada. Uno spettacolo…una costruzione che sembra vacillare in continuazione…e che infine si dimostra un impianto ritmico fenomenale, tiranno assoluto dell’attenzione dello spettatore.”

Gian Maria Tosatti, “Tuttoteatro”


“Alfonso Santagata è un creatore di visioni: sulla sua scena convoca i silenzi e i non detti degli autori contemporanei… Possibilities è un ascolto e, per la prima volta, sembra non siano le storie a piegarsi alla visionarietà del racconto quanto il contrario.

Gioia Costa,  “L’Unità”

“…Una guerra nella guerra, come scatole cinesi, improntate alla più spietata sopraffazione. E come un labirintico sistema a catena si articola lo spettacolo che il regista e attore Alfonso Santagata ha ricavato dai testi brucianti del drammaturgo inglese Howard Barker. Qui non c’è narrazione, l’orizzonte è quasi atemporale. Ogni scena è incastrata a forza fra la alte. Buio, azione. Sono i meccanismi e le logiche nascoste del dominio a interessare Barker. … Un susseguirsi di micro atti unici che tolgono il fiato, stemperati solo qua e là da grotteschi siparietti da cabaret.”

Simona Maggiorelli,  “La Nazione”