| di: |
Manlio Sgalambro |
| Regia: |
Alfonso Santagata |
| con: |
Giuseppe Battiston, Monica Bucciantini,
Vincenza Modica, Massimiliano Speziani, Manlio Sgalambro |
 |
|
| Taormina, Teatro Vittorio Emanuele,
20 agosto 1995 |
Arthur Schopenhauer non è
molto generoso di informazioni sulla propria vita. Scrive poco di se stesso,
non compare in documenti di qualche utilità, lascia intuire però, attraverso
un modo di essere e di ragionare del tutto peculiare una formazione fatta
di riflessioni, un quotidiano con una finestra tenuta ben sempre aperta
sul mondo esterno.
Ma non è Schopenhauer a dover cercare il mondo, le persone, i pensieri.
Trova tutto a propria disposizione nel capiente salotto della mamma. Poeti,
artisti, pensatori e varia umanità, una schiera di ospiti di maman mossi
dallo spirito illuminista era il miglior possibile banco di prova per
il giovane Arthur assetato di confutare una visione del mondo che gli
sembrava molto poco capace di descrivere una realtà dura e dolorosa.
La vita privata di Schopenhauer si svolge come un "bildungsroman" che
è quanto meno problematico drammatizzare sulla scena, anche per la profondità
del lavoro di scavo e ispezione di Manlio Sgalambro.
Si è trattato allora di creare una sorta di partitura il cui ritmo precipitato
e antiarmonico rispecchiasse i moti dell'anima schopenhaueriana in modo
da sintonizzare il testo di Sgalambro alle esigenze del mio teatro.
Alfonso Santagata
|