| Ideazione e regia: |
Alfonso Santagata |
| con: |
Alfonso Santagata,
Rossana Gay,
Johnny Lodi, Massimiliano Poli
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| assistente alla regia |
Chiara Senesi |
| tecnico |
Tommaso Checcucci |
| amministrazione |
Rita Campinoti |
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Il
terribile vuoto che ci circonda, la vanità dell'esistenza mettono
disperatamente di fronte a questa realtà assurda, al paradosso
che bisogna cercare di minare con l'ironia.
Continua ormai da anni questa mia ossessione dei "
luoghi " che non sono teatri, una voglia di trasfigurare, d'investire
e farsi investire per creare un agire itinerante. Mi riferisco a Terra
sventrata, Ubu scornacchiato, Tragedia a mmare, Se la nuì,
tutti lavori in cui i luoghi hanno determinato l'"agire drammatico".
Questi lavori, come sempre, mi costringono a trovare un agire anche nel
luogo obbligato teatro: Polveri, Ubu u Pazz, Eidos, Se tujur la nuì
ne sono la naturale conseguenza.
Se tujur la nuì è quello che nella
mia scrittura drammaturgica chiamo "l'emergenza", cioè
qualcosa che ho dentro e di cui mi devo liberare; può essere uno
stato febbrile, dettato dalla confusione (che attacca continuamente),
uno stato d'animo indefinibile, che crea un'inquietudine intensa.
Questa volta voglio affrontare il mondo degli esclusi partendo dagli attori
in quanto tali e creando un microcosmo infettato in rivolta che non è
intenzionato ad assumere gli antibiotici, ma la sua bandiera è
l'infezione.
Se i materiali devono nascere dalla realtà, senza avere la presunzione
di essere un cronista del proprio tempo, il "come/teatro " deve
avere sempre la sua visione anarchica dell'essere e del suo dissolversi.
Questa volta il quotidiano è la causa e la notte il caos.
SE TUJUR LA NUI'
Renè svolge un lavoro notturno impegnativo e di responsabilità
poiché è alla centralina telefonica per chiamate urgenti,
un lavoro che non si può definire normale, il giorno dorme e la
notte lavora. Di se stesso dice continuamente "non saprei cosa fare
di giorno, meno male che questo lavoro mi permette di dormirci sopra ";
sulla stessa scrivania c'è un altro telefono, quello di un albergo
a ore: è il secondo lavoro di Renè che da la disponibilità
delle camere.
Renè è un documentarista dell'amore;
ha installato nelle camere del suo albergo telecamere per catturare momenti
intimi dell'amore.
Fra una chiamata di emergenza ed una chiamata per le camere dell'albergo
a ore arriva, per le sue sedute terapeutiche, Nino, che ha perso la memoria
in un incidente stradale; poi Tony, fratello di Renè, impegnato
nella ricerca di Rocco, sparito da 5 mesi e la madre dei due che torna
continuamente a vigilare il suo nucleo familiare.
Un microcosmo di cellule impazzite, paradosso possibile della vita che
ci circonda, impegnate alle ore 21:00 a recitare la loro commedia nera.
La prima tappa del percorso Se tujur la nuì
è stata Siena, nell'ospedale psichiatrico a maggio 2001: siamo
partiti da un seminario di 15 giorni, con il sostegno di Accademia Amiata,
fatto con la mia compagnia e con attori del territorio, ed infine abbiamo
mostrato 45 minuti di materiali in uno stato disordinato: l'abbiamo chiamato
"La notte degli oltraggi ".
La seconda tappa è stato il Festival di Santarcangelo
dei Teatri in una ex colonia fascista degli anni trenta a Bellaria in
luglio 2001 con Se la nuì dove è stato molto forte
l'impatto con le camerate affollate di letti, materassi, elementi fondamentali
della notte, sogni, incubi, amore, nascita, morte.
Alfonso Santagata
Con il sostegno di Teatro Metastasio - Prato
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