Solitudini nel caos della notte – Compagnia Gogmagog

Un progetto in due movimenti

Non è quel che sembra
Un pugno d’amore

testi di Virginio Liberti
regia: Tommaso Taddei
con: Rossana Gay e Tommaso Taddei
direzione tecnica: Antonella Colella

Due atti unici abitano il suggestivo sito RAVI/MARCHI all’intrno del PARCO MINERARIO
NATURALISTICO DI GAVORRANO. Incontriamo due “creature”, due anime perdute nel caos della
notte. Assistiamo a due momenti di indagine sulla solitudine contemporanea.
Uno stato di conflitto permanente, di guerra perenne, dimora nelle pieghe più intime della nostra
società, all’interno dei rapporti che ci legano l’uno all’altro, dandoci l’impressione di avere sempre un
nemico da distruggere. Con il nemico non c’è dialogo, non c’è accordo possibile, è guerra. Non si
tratta dei conflitti globali che insanguinano aree sempre più vaste del pianeta, non delle crociate
contro migranti, profughi e poveri che di queste guerre sono il risultato, non delle lotte tra
organizzazioni criminali, ne di quelle economiche tra poteri finanziari.
Si tratta piuttosto di una cultura dell’aggressività, del ricatto, della sopraffazione talmente radicata
da sembrare connaturata all’esistenza, in un contesto dove il confine tra vittima e carnefice diventa
labile, quasi superfluo. Un dato di fatto davanti al quale siamo chiamati a prendere posizione.
Possiamo aderire e prendere parte alla guerra o disertare, ma non possiamo fingere di ignorarla.

Non è quel che sembra
Testo di Virginio Liberti, con Tommaso Taddei, regia Tommaso Taddei
Un giovane apatico e misterioso ci parla della sua vita alla ricerca di forti emozioni per riempire il
vuoto della sua esistenza: Notti trascorse in cerca di compagnia, approcci in discoteca, luoghi ameni
dove appartarsi con le sue “prede”, ricordi, storie d’amore e di profonda amicizia ci svelano a poco a
poco che lui si sente vivo solo togliendo la vita a gli altri.

Un pugno d’amore
Testo di Virginio Liberti, con Rossana Gay, regia Tommaso Taddei
Una donna dialoga con il suo doppio, il suo volto in forma di video porta i segni di una violenza
subita. Il dialogo è una riflessione lacerante, ma a tratti grottesca e surreale, sul limite tra vita e
morte tra io e non io, con la consapevolezza di mostrarsi davanti al pubblico.

Produzione: GOGMAGOG, con il sostegno di Regione Toscana-Sistema Regionale dello spettacolo