Teste deboli

Logo Compagnia Katzenmacher

1995

Share

liberamente tratto da “Woyzech” di Georg Büchner

ideazione e regia: Alfonso Santagata

con: Alfonso Santagata, Rossana Gay, Johnny Lodi, Massimiliano Poli

 

Prenderò in considerazione tutto l’autore: può essere ‘La morte di Danton’, ‘Woyzech’, ‘Leonce e Lena’ oppure ‘Lenz’, in un lavoro di riscrittura, trasferendovi anche il mondo autobiografico e personale. Non sempre siamo fedeli, anche nei gesti d’amore. Perché questo è un gesto d’amore. La mia non è un’operazione sui testi di Büchner. E’ un farsi prendere e un perdersi, un confondersi di storie, nel gioco del teatro. Come sovrapporre immagini da testi diversi; una specie di sipario musicale che ritorna, una scheggia del pensiero, una sensazione del frammento.
Vi sono dei temi per me fondamentali: l’alterazione dei sentimenti è fondamentale, i grandi sentimenti sovrani, la guerra, l’odio, l’amore, il tradimento e la follia. Posso pensare al teatro solo in questo modo, non come un luogo rassicurante, di piacere, ma un’arena, un luogo di conflitti. E’ nella natura delle cose urtarsi ed è solo attraverso l’urto che succede qualcosa. La mia è una concezione del mondo, non una formula; entrano in gioco i miei sentimenti e anche la mia ideologia quando faccio teatro. Ed è per questo che nel cammino ho incontrato Büchner, perché è un estremista senza essere verboso e c’è qualcosa in  lui che vibra anche nel presente.
Il tragico di Büchner per me è un conflitto interiore. E’ dovuto a una passione per due posizioni opposte ed inconciliabili che io amo insieme, e soltanto insieme: ecco, io sono innamorato sia di Danton che di Robespierre. Voglio dire, Danton è la mediazione che risolve e in fondo assolve tutto, e Robespierre è l’Assoluto, colui che lotta con rigore per il bene di tutti.
La risoluzione tragica diventa quella più radicale e più giusta, ma è anche una definitiva dissoluzione. Non c’è appello né ritorno alla vita. Io sono invece sballottato tra queste due creature, in Teste deboli cerco di farli abbracciare e mi metto in mezzo per pacificare il loro conflitto.