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Tragedia a... (2002) | ||||
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Tragedie che con insistenza mostrano padri
e madri, sposi, fratelli e figli uniti da vincoli feroci. A Zeus il regno dei cieli, a suo fratello Ade, dio
dei morti, il regno sotterraneo. Tutti gli uomini finiscono all'Ade e
diventano ombre che appaiono e scompaiono. Si consultano oracoli e s'insinuano vaticini; per conoscere il proprio destino gli uomini interrogano gli indovini/profeti, spesso non creduti e minacciati, e la tragedia ha nuovamente inizio. "La tragedia é un inganno in cui é
più saggio chi si lascia ingannare" - i suoi miti sono carichi
di orrori e di condanne e ogni poeta li veste con significati diversi
per suscitare negli uomini emozioni essenziali. Leggi divine e leggi umane si intrecciano: gli Dèi si fanno arbitri dell'umano agire e gli Eroi rivendicano la propria libertà affrontando un destino di sconfitta e di morte come premio della loro grandezza. E un progetto che nasce partendo dal lavoro svolto con Tragedia a mmare, (di cui alleghiamo una selezione di rassegna stampa), spettacolo itinerante che ha visto il suo debutto al Festival di Santarcangelo nel 1999, la sua presenza, immediatamente dopo, ad Ostia nel 1999 e poi nel 2000 per volontà di Mario Martone. mmare Tragedia a… nasce come progetto per abitare lo
spazio extra – teatro, attingendo immagini e temi dalla tragedia
della famiglia dei Labdacidi, già oggetto di indagine in Tragedia
a mmare, solo che questa volta voglio trasferire l’azione drammaturgica
nella dimensione urbana, ambientando le traversie famigliari in una architettura
industriale, in cui possibili capannoni, fabbriche dismesse, vecchie stazioni
metropolitane, diventano l’ambiente reale dei nostri drammi quotidiani.
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